La nostra prima fiera, un debutto indimenticabile tra valvole, passione e futuro
Portare per la prima volta il marchio Maratea Custom Amps su un palcoscenico importante come il Guitar Show di Bologna è stata un’avventura straordinaria, un concentrato di adrenalina, fatica e, soprattutto, tantissima soddisfazione.
Prepararsi per un evento di questa portata richiede mesi di lavoro silenzioso in laboratorio: abbiamo investito ogni briciolo di energia per curare maniacalmente gli allestimenti dello stand e, soprattutto, per completare in tempo tutti gli amplificatori che volevamo farvi ascoltare. Volevamo che tutto fosse perfetto, e la vostra risposta ha ripagato ogni singola ora di sonno persa.
Ecco il racconto di una tre giorni che per noi segna l’inizio di un nuovo capitolo.
Un'accoglienza oltre le aspettative: tra estetica e file allo stand
Il primo enorme motivo d’orgoglio è stato l’impatto visivo: abbiamo ricevuto tantissimi complimenti per il design e la cura del nostro allestimento. Ma la vera magia è iniziata quando si sono accese le valvole.
Nelle giornate di sabato e domenica l’affluenza è stata tale da creare delle vere e proprie code allo stand di chitarristi rimasti pazientemente in attesa pur di imbracciare la chitarra e testare i nostri canali. C’è stata una grandissima attenzione anche da parte del pubblico straniero: abbiamo avuto il piacere di far suonare e chiacchierare musicisti arrivati da Austria, Germania, Grecia, Turchia e Ungheria, a testimonianza di come l’artigianato e il “Tone” italiano abbiano un forte richiamo anche oltre i nostri confini.







I protagonisti dello stand: dal vintage alla tecnologia moderna
Se c’è una cosa che questo Guitar Show ha confermato, è che ogni chitarrista cerca una sfumatura diversa. Tra i modelli che hanno riscosso il maggiore interesse:
Maratea “California Twanger”: il nostro piccolo grande combo da 12W. È piaciuto tantissimo per la sua incredibile leggerezza e trasportabilità, senza che questo tolga nulla alla dinamica e alla riserva di clean tipica del suono West Coast.
Il Mini Dumble Style (20W): ha stregato chi cercava quel crunch reattivo, pastoso e incredibilmente sensibile al tocco della mano e al volume della chitarra.
I giganti ad alto wattaggio: non sono mancati i test (e i sorrisi compiaciuti) sulle testate di potenza superiore, dedicate a chi sul palco non vuole scendere a compromessi.
La nostra Reactive Load con I.R. Loader incorporato: una delle star indiscusse. Ha attirato l’attenzione di tantissimi musicisti, professionisti e home-recorder, stupiti dalla possibilità di domare la potenza di un vero amplificatore valvolare per suonare in modo totalmente silenzioso, anche in cuffia, mantenendo intatta la saturazione reale delle valvole.
La sorpresa più bella: il ritorno dei giovani alle valvole
In un’epoca ormai dominata dalle pedaliere digitali, dai profiler e dai software di simulazione, la sorpresa più emozionante è stata un’altra: l’enorme interesse dimostrato da ragazzi giovani e giovanissimi.
Vedere ragazzi poco più che adolescenti illuminarsi nel sentire la spinta reale di un cono, la compressione naturale del tubo a vuoto e la risposta dinamica che solo un circuito analogico sa dare, ci fa capire che c’è una nuova generazione di chitarristi che cerca ancora l’anima nel proprio suono. Il digitale offre comodità, ma il fuoco di un amplificatore valvolare ha un fascino intramontabile.







L'angolo del cuore: l'accoglienza che fa casa
Dietro al successo di uno stand non ci sono solo i circuiti e la potenza dei coni, ma c’è l’anima delle persone che lo animano. Per questo il vero centro nevralgico della nostra tre giorni è stato “l’angolo del cuore”, gestito in modo impeccabile da mia moglie, Antonella Fontana.
Oltre a offrire un caffè napoletanissimo, un sorriso e una chiacchiera accogliente a chiunque si fermasse a riprendere fiato tra un padiglione e l’altro, Antonella ha portato in fiera un pezzo della nostra storia. Sul tavolino, accanto alla macchina del caffè, c’erano infatti due simboli iconici e immancabili delle nostre origini: le rappresentazioni di San Gennaro e del Vesuvio. Un modo per ricordare, anche a chilometri di distanza, da dove parte l’ispirazione, la passione e quel pizzico di sana “follia” che ci spinge a creare strumenti unici. Perché un amplificatore deve suonare bene, certo, ma deve anche saper raccontare una storia di calore e di famiglia.
Nuove sinergie e uno sguardo al futuro
Il Guitar Show non è stato solo una vetrina, ma una straordinaria opportunità di crescita. Per noi è stata l’occasione perfetta per raccogliere impressioni, pareri e feedback preziosi direttamente da chi la chitarra la suona ogni giorno sui palchi o in studio. Queste indicazioni saranno la bussola fondamentale per pianificare i prossimi prodotti da sviluppare in laboratorio.
Inoltre, il confronto con altri professionisti e operatori del settore ci ha arricchiti enormemente. Abbiamo ricevuto consigli preziosi sulle scelte imprenditoriali, sulla distribuzione e sullo sviluppo ingegneristico dei circuiti, stringendo legami che guideranno l’evoluzione del marchio nei mesi a venire.
Grazie di cuore a tutti: a chi ha fatto la fila per provarci, a chi si è fermato anche solo per un complimento visivo, ai colleghi espositori e all’organizzazione. Torneremo in laboratorio con le orecchie piene di note e le mani pronte a saldare il futuro di Maratea Custom Amps.
Ci vediamo presto, sul palco o in laboratorio!




